Pagamenti digitali e dealer: perché il 2025 è stato un anno di svolta in Italia

Raffaella D'Arienzo
Marketing Manager Italy
15/12/2025
Nel 2025 il tema dei pagamenti digitali è uscito dalla sfera delle “innovazioni interessanti” per entrare in quella delle scelte strategiche, soprattutto per i dealer italiani. Tra costi operativi crescenti, margini sotto pressione e un customer journey sempre più frammentato tra canali fisici e digitali, l’automazione finanziaria è diventata un fattore competitivo a tutti gli effetti. In questo scenario si inserisce la crescita di Aufinity, che nell’arco di un anno ha visto un deciso aumento dell’adozione anche in Italia. Ma il dato più interessante non riguarda solo un singolo player: racconta un cambiamento strutturale nel modo in cui concessionarie e officine stanno ripensando i processi di incasso e riconciliazione.

Italia: dal “pagamento tradizionale” all’ecosistema digital

Il mercato italiano parte da una situazione particolare: una forte centralità del rapporto umano con il cliente, una tradizione di processi amministrativi molto manuali e un parco dealer estremamente eterogeneo per dimensioni, governance e dotazione tecnologica. Negli ultimi anni, tuttavia, tre dinamiche hanno accelerato la trasformazione:

  • la crescita della componente di servizi (post‑vendita, noleggio, servizi finanziari) che moltiplica i touchpoint di pagamento;

  • l’integrazione crescente tra DMS, CRM e soluzioni di marketing automation, che rende evidente quanto siano lenti e disallineati i flussi di incasso tradizionali;

  • l’aspettativa dei clienti finali, abituati a esperienze di pagamento rapide e digitali in altri settori (e‑commerce, travel, utility) e poco disposti ad accettare frizioni al momento del saldo.

In questo contesto, l’ingresso di piattaforme come Aufinity – integrate con DMS diffusi come incadea e Keyloop e con una rete di partner che va dai grandi gruppi ai brand internazionali – mostra che il tema non è più “se” digitalizzare il pagamento, ma “come” farlo in modo coerente con l’operatività quotidiana del dealer.

Dalla riduzione degli errori alla finanza autonoma

Per molti operatori italiani, il primo impatto dell’adozione di soluzioni di pagamento digitali è estremamente operativo: meno attività manuali, meno errori, meno riconciliazioni fatte la sera o a fine mese con file Excel e stampe da verificare riga per riga. La possibilità di automatizzare il ciclo order‑to‑cash, collegando in tempo reale preventivi, ordini, documenti contabili e incassi, libera ore di lavoro che possono essere riallocate su attività commerciali e di relazione.

Ma la vera frontiera è un’altra: avvicinarsi a un modello di “finanza autonoma”, in cui:

  • i flussi di pagamento si attivano e si chiudono in modo automatico sulla base di trigger operativi (firma contratto, consegna veicolo, lavorazione chiusa in officina);

  • la liquidità è monitorata in modo continuo e previsionale, con impatti immediati sulla capacità d’investimento del dealer;

  • la customer experience diventa più fluida, perché il cliente può scegliere modalità di pagamento flessibili e coerenti con il suo percorso (online, remoto, in salone, tramite link di pagamento o QR code).

Il round di finanziamento da 23 milioni di euro recentemente chiuso da Aufinity e la crescita del team in Italia, Germania e Spagna non sono solo indicatori di successo aziendale: segnalano che gli investitori vedono in questo tipo di piattaforme un’infrastruttura abilitante per l’intero comparto.

Cosa significa, concretamente, per un dealer italiano

Per un dealer o un gruppo di concessionarie, passare a una gestione digitale e automatizzata dei pagamenti non è più un progetto “nice to have”, ma una leva per:

  • ridurre attriti interni: allineare vendita, post‑vendita e amministrazione su un unico flusso, con meno passaggi manuali e meno rischi di errore o ritardi nell’incasso;

  • aumentare velocità e trasparenza: tempi di incasso più brevi, controllo puntuale delle pratiche aperte, tracciabilità completa per audit interni ed esterni;

  • migliorare la relazione con il cliente: proposte di pagamento chiare, link o QR inviati in tempo reale, minori attese in salone, possibilità di gestire il pagamento anche da remoto;

  • prepararsi all’evoluzione del mercato: con l’aumento dei volumi di transazioni legate a servizi, abbonamenti, formule di mobilità flessibile, solo una finanza realmente digitale può reggere i carichi operativi futuri.

In quest’ottica, la rapida espansione di Aufinity nel nostro Paese è un segnale: il mercato italiano è pronto, e chi si muove adesso può trasformare un’esigenza di efficienza in un vantaggio competitivo duraturo.

Uno sguardo al 2026: meno burocrazia, più business

Guardando al prossimo anno, il tema non sarà più “digitalizzare alcuni pagamenti”, ma ripensare l’intero processo finanziario come parte integrante del customer journey. Per i dealer, questo vuol dire passare:

  • da attività amministrative frammentate a una piattaforma unica che governa l’intero ciclo finanziario;

  • da operazioni lente e reattive a una gestione predittiva di cassa, margini e rischio;

  • da un’esperienza di pagamento percepita come “momento burocratico” a un passaggio naturale, rapido e coerente con il valore del servizio offerto.

In questo percorso, partner tecnologici e finanziari specializzati nel settore automotive – come Aufinity – possono diventare veri alleati strategici, non solo fornitori di soluzioni. Perché l’obiettivo, in definitiva, è uno solo: liberare dealer e officine dalla complessità operativa per permettere loro di concentrarsi su ciò che sanno fare meglio, vendere mobilità e costruire relazioni di lungo periodo con i clienti.

🡒 Pubblicato il
12/15/2025